Salve readers, oggi vorrei parlarvi di “A sud del confine, a ovest del sole” di Haruki Murakami.

Titolo: A sud del confine, a ovest del sole.
Autore: Haruki Murakami.
Data di uscita: 24 maggio 2016.
Casa editrice: Einaudi.
Prezzo cartaceo: 13,00€
Prezzo ebook: 8,99
Link amazon.
Altre opere dallo stesso autore:
- Vento & Flipper (1980);
- Norwegian Wood (1987);
- Nel segno della pecora (1992).
TRAMA:
ino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi – è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza – quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.
RECENSIONE:
A Murakami piace inserire all’interno dei suoi libri la musica jazz; infatti in questo libro cita di Nat King Cole e una frase in particolare della sua canzone mi è piaciuta particolarmente.
“Fingere di essere felici quando si è tristi non è poi un grande sforzo “
In questo romanzo ripercorriamo la storia di Hajime, un ragazzo figlio unico dove nella sua infanzia conosce Shimatoto.
Ho amato la dolcezza di Hajime nei confronti di Shimamoto, li ho trovati veramente di una dolcezza unica; a volte è difficile trovare una persona con cui ci si sente se stessi al 100%. Non è una storia tutta rose e fiori anzi è molto triste e malinconica.
Ci sono rimasta un po’ per il finale perché rimane troppo mistero intorno al personaggio di Shimamoto, in pratica non sappiamo nulla di lei e della sua vita da adulta e soprattutto lascia molto ad interpretazione del lettore (cosa che odio). Inoltre Murakami ricade anche sui temi della morte, dei tradimenti, della monotonia che ci tiene ancorati alla vita. Quando ho finito di leggere questo libro non riuscivo a smettere di pensarci.